Progetto & Documentazione
Nuove Tecnologie e Didattica pianistica
L'utilizzo di nuove tecnologie informatiche applicate alla didattica pianistica proposto nel presente progetto utilizza un sistema ibrido acustico-informatico ormai collaudato da alcuni anni di ricerca ed utilizzo sperimentale. In tale proposta ad un pianoforte del tutto "normale" (nella fattispecie un Disklavier Yamaha C3, mezza coda) che comprende un sistema MIDI di lettura e riproduzione digitalizzata (originale del produttore Yamaha), si integra un sistema appositamente realizzato che consente l'acquisizione, il sincronismo, l'archiviazione, l'editing e la riproduzione di tutti i dati audio, MIDI e video dell'interpretazione. In tal modo tutte le informazioni di una interpretazione pianistica sono pienamente disponibili allo studio e all'analisi.
Le implicazioni di tale tipo di approccio sono evidentemente di fortissimo impatto in due campi:
1 - quello didattico: solo in tal modo il docente ha a disposizione una "radiografia" veramente completa ed oggettiva dell'esecuzione. Inoltre si apre all'interprete di qualunque livello la possibilità di autoanalizzare la propria interpretazione dall'esterno, con occhio e orecchio pienamente oggettivo.
2 - quello archivistico e analitico; per la prima volta, attraverso i dati MIDI, audio e video di una interpretazione registrata in concerto o in fase studio si ha a disposizione un "testo" di riferimento completo di una esecuzione, che comprende quei dati che, esterni alla scrittura musicale, fanno la "personalità" dell'interpretazione.
Il Midi
Come accennato precedentemente nella motivazione storica diverse sono le case costruttrici di pianoforti che hanno investito e destinato ingenti risorse per realizzare la produzione di particolari pianoforti acustici dotati di interfaccia MIDI.
MIDI é l'acronimo
di Musical Instruments Digital Interface e corrisponde a uno standard di comunicazione
tra apparecchiature digitali. Nel 1983 attraverso la cooperazione tra le maggiori
case costruttrici di strumenti musicali elettronici del mondo (Roland, Yamaha,
Korg ed altre) vennero codificati in un protocollo (versione MIDI 1.0) i requisiti
numerici di tutti i parametri di funzionamento dei sintetizzatori e degli
strumenti in genere (campionatori, elaboratori di segnale, effetti ). In questo
modo oltre ad abbattere le barriere di comunicazione tra le diverse marche
di strumenti che prima del protocollo non potevano comunicare e scambiare
dati se non tra modelli della stessa marca, il nuovo sistema MIDI ha permesso
in maniera estremamente veloce e pratica di trasmettere da uno strumento (definito
master) una serie di "messaggi" , ricevuti e interpretati da un
altro strumento (definito slave ) ognuno dei quali composto da una quantità
di numeri variante da uno a tre, e lunghi un byte, cioé 8 bit. Il primo
numero rappresenta il comando e, se necessario, il canale ed é il cosiddetto
"Status byte", mentre i seguenti sono dati numerici indispensabili
alla corretta esecuzione del comando.
Senza addentrarci in questo contesto, nel complesso mondo del sistema di comunicazione
MIDI é importante capire che il MIDI consente l'interfacciamento di
qualunque strumento in grado di fornire in uscita (o ricevere in entrata)
dati digitali.
La tecnologia ha permesso negli ultimi anni la midizzazione di qualunque unità di generazione sonora ; nel caso del pianoforte questo é stato possibile attraverso opportuni convertitori analogico-digitali (sensori a solenoide e a fibre ottiche) posti nel pianoforte sotto ogni tasto e ogni pedale, in grado di tradurre in codici numerici (attraverso variazioni di tensioni elettriche) la pressione fisica che l'interprete esercita sullo strumento quando suona. Questi codici vengono rappresentati attraverso software installati sul computer che riceve i dati appunto dal pianoforte. I vantaggi a scopi scientifici sono tangibili : possiamo visualizzare in maniera estremamente precisa la posizione delle note, la loro durata, la pressione esercitata su ogni singolo tasto suonato (la dinamica), e l'uso dei pedali di una esecuzione e volendo ascoltare il pianoforte suonare da solo. L'insieme di questi dati rendono unica ed originale ogni esecuzione pianistica e normalmente vengono dedotti soggettivamente dall'ascolto dei dischi e delle registrazioni a disposizione.
Quando si ascolta una buona registrazione da studio si possono certamente cogliere (se l'interprete é di valore) le sfumature più recondite della musica e apprezzare il bagaglio tecnico e culturale del pianista sulla base, però delle scelte tecniche e di resa sonora attuate dai tecnici delle case discografiche. Poter ascoltare attraverso il MIDI la freschezza di un'esecuzione di un grande interprete come se fosse dal vivo (dunque non da una registrazione audio) e visualizzare su schermo altre informazioni ad essa relative può risultare estremamente utile allo studioso.